Ciao!

Sono Sara, l’anima dietro Maris Pottery. 

Lavoro la ceramica da più di quindici anni. All’inizio era uno spazio solo mio, qualcosa che tenevo accanto alla mia vita nel mondo della comunicazione. Poi è diventata la strada principale.

Mi sono innamorata dell’argilla perché non si lascia controllare del tutto: risponde, resiste, cambia. È una materia che costringe ad ascoltare.

Nel mio laboratorio a Civiglio creo piccoli lotti, pezzi unici e capsule. Tutto nasce al tornio, passa attraverso smalti autoprodotti, e si chiude nel forno — dove perdo il controllo e scopro davvero cosa ho fatto.

Uso soprattutto gres bianco e puntinato, perché mi permette di lavorare su colori delicati, quasi sospesi, e su una sensazione di leggerezza che nella vita cerco spesso.

Le mie ceramiche sono oggetti funzionali, ma non nascono solo per essere utili. Sono piccoli tentativi di portare calma, presenza e un senso di respiro dentro gli spazi quotidiani.

Nel passaggio dal gesto alla cottura, la materia cambia sempre. Ed è proprio lì, in quel non sapere finale, che per me tutto continua ad avere senso.

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